IL CASTELLO

Le prime notizie storiche sul nostro castello risalgono al 1254, anno in cui il "Castrum" di Ornaro risulta essere in possesso dei Brancaleoni di Romanea. Resta nelle mani di questa nobile famiglia fono al 1480, anno in cui Brigida, figlia di Giovanni Andrea Brancaleoni lo porta in dote alla famiglia Orsini di Castel S. Angelo, sposando Troilo, figlio di Giovanni Orsini. Da Troilo il castello passa al figlio Bertoldo e da questi al figlio Pietro Angelo che vi fa murare il proprio stemma (ben visibile sulla facciata di sud-est) e lo lascia al proprio figlio Pier Francesco detto "Vicino". La figlia di "Vicino", Violante, andando in sposa a Franciotto Orsini, del ramo di Monterotondo, porta in dote il castello a questo ramo della famiglia. Alla morte di Violante Franciotto prende gli ordini religiosi fino a diventare cardinale. A questo punto la vedova di Troilo Orsini, Girolama Santacroce, rivendica il possesso del castello e lo fa occupare dalle sue truppe ma, per ordine di Papa Leone X, cugino di Franciotto, è costretta a restituirlo agli Orsini di Monterotondo. Questi lo tengono fino al 1617, anno in cui i feudi di questa famiglia passano alla Camera Apostolica che in seguito concede il castello in "Enfiteusi" a diverse famiglie ornaresi: i Lucantoni, i Costantini, i Maoli, i Salzeri, i Lattanzio. Questi ultimi estinguono l'enfiteusi ed il castello , che prima veniva classificato tra i beni del Demanio dello Stato, diventa privato. I Lattanzio lo vendono alla sig.ra Sormani Elsa che ne è l'attuale proprietaria.

LA CHIESA DI SANT'ANTONINO MARTIRE

La storia.
Non è facile datare l'epoca di costreuzione della chiesa parrocchiale di Ornaro. Il documento trascritto dal Marini, datato alla metà del duecento, menziona la chiesa parrocchiale, sotto il titolo di S.Antonino Martire del centro abitato di Arenario. Considerando che il torrione di difesa del borgo fortificato, traformato successivamente in abside della chiesa, risale al decimo/undicesimo secolo e come tale abbia svolto la sua funzione per un certo periodo, possiamo ipotizzare che la costruzione della chiesa sia avvenuta intorno agli inizi del duecento.

La struttura
. La chiesa è semplice e austera sia nell'impianto architettonico, sia nell'arredo interno. E' una chiesa a navata unica disposta lungo l'asse est/ovest. La facciata principale si trova verso ovest, ha un portale d'ingresso lineare, in pietra calcarea, sormontato da un falso architrave sporgente. La facciata è stata fatta intonacare dall'Arciprete D. Luigi Marinelli nel 1832. Il lato est termina con un'abside semicircolare, ricavata da una torre circolare di difesa, con una cordonata in rilievo ed un grande sperone basale. Sulla destra è affiancata dal campanile, a pianta quadrata, terminante con quattro arcate a tutto sesto, riquadrate e sormontate da un cornicione sul quale si innesta una cupola di mattoni.

L'interno
. L'interno è a navata unica con un soffitto ligneo a capriate, nascosto da una controsoffittatura" a botte e crociera. Al centro dei lati lunghi si trovano due altari sporgenti verso l'interno, sormontati da due colonne doriche e da un architrave, entro i quali sono inseriti i quadri dei santi cui sono dedicati (S. Antonino e la Madonna del Rosario). Entrando in chiesa, sulla parete di sinistra si vede la nicchia entro cui si trova il fonte battesimale, in seguito ci sono le nicchie delle macchine: di S. Antonio, della Madonna e di S. Antonino. Sopra il portone d'ingresso, in fondo alla chiesa, c'è la cantoria, tutta di legno.

L'affresco absidale
. L'affresco cinquecentesco che ricopre completamente l'asside si suddivide in tre parti: la parte inferiore rappresenta i Dodici Apostoli ed un paesaggio di sfondo, nella parte superiore si trova l'Assunzione della B.V. Maria e nella parte dipinta sull'arco esterno della volta la scena dell' Annunciazione. L'affresco è datato all'inizio del cinquecento, opera di autore o autori ignoti, legati alla scuola quattrocentesca di Antoniazzo Romano ed alla pittura popolare abruzzese.

L'altare maggiore.
L'altare è sorretto da una pietra miliare dell'antica via Salaria. Il miliario, il XLI, riporta i nomi di tre Imperatori: di Valentiniano (364-375), del fratello Valente (364-378) e del figlio Graziano (367-383).
La mensa potrebbe essere datata intorno alla metà del XIII secolo. Sia la base sia la mensa sono di pietra ca1carea, senza fregi o stucchi particolari.

Il fonte battesimale
. Il fonte battesimale, in pietra, risale al XVI secolo. L'opera, di artigianato reatino, è a forma di calice con il gambo che si apre in una corolla dentata. La copertura è decorata con gigli simbolici.

Le feste patronali
. Nel nostro paese venivano e vengono celebrate due feste importanti: del Patrono S. Antonino Martire (2 settembre) e della Madonna (8 settembre). La prima era gestita dalla Confraternita di S. Antonino Martire, la seconda dalla ragazze nubili associate alla Congregazione delle "Figlie di Maria". Dagli anni 80 in poi, le due feste sono state gestite dal "Comitato" o dai "Festaroli". Attualmente vengono celebrate di domenica.

 

 
     
 
 
     
     
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